NADIA Onlus OdV è un’associazione di volontariato nasce nel 1996 da un gruppo di famiglie adottive che si sono messe in gioco per permettere ad altre coppie di percorrere la strada dell’adozione. Dal 1997 è inserita nell’albo regionale del volontariato e dal 2000 è inserita nell’albo degli Enti autorizzati per lo svolgimento delle pratiche di adozione internazionale.
Oggi, oltre ad occuparsi della formazione e dell’accompagnamento di persona aspiranti all’adozione e della gestione di procedure di adozione internazionale, NADIA Onlus si dedica alla progettazione, gestione, finanziamento e collaborazione per programmi di sviluppo e autosufficienza in Italia e in Paesi in via di sviluppo, con particolare attenzione all’aiuto ai minori, alle famiglie e alla prevenzione dell’abbandono minorile.
È già attiva sul territorio africano attraverso alcuni progetti.
All’interno del progetto L’Africa del Domani 2022 – AFD svolge il ruolo di Ente Capofila, in particolare avrà un ruolo importante in merito alla gestione economica e delle attività. Stipulerà accordi di collaborazione professionale con il personale in Italia e all’estero come richiesto dal bando. Provvederà inoltre al controllo della correttezza delle azioni/attività svolte dagli altri enti partner e la congruenza con quelle indicate nella scheda di progetto. Il responsabile del progetto o un suo incaricato inoltre svolgerà viaggi di monitoraggio nei Paesi.
Con il progetto “L’Africa del Domani 2022” gli enti autorizzati promotori (N.A.D.I.A. Onlus, BAMBARCO Onlus, Gruppo Volontariato Solidarietà, SOS Bambino I.A., Lo Scoiattolo) intervengono in Burundi, Etiopia, Tanzania e Madagascar nella convinzione, originata dalla presenza nei paesi, dai rapporti costanti con i partner istituzionali locali, che se lo sfruttamento, il lavoro minorile e la mancanza di protezione dei minori sono elementi diffusi non ci può essere nessun futuro per questi bambini e per questi paesi. L’obiettivo generale del progetto è quindi quello di contrastare il fenomeno dell’abbandono attraverso la promozione della tutela dei diritti dei bambini contrastando forme di sfruttamento e lavoro minorile, fornendo adeguata alimentazione e la possibilità, per i giovani tossicodipendenti, di intraprendere percorsi di cura e re-inserimento.
In tre ambiti di azione principali: la Child Protection, la Salute e l’Educazione verranno raggiunti direttamente delle attività progettuali, nei quattro paesi, 42.664 persone delle quali 35.071 sono minori.
Il progetto interverrà in Burundi a Bujumbura per accompagnare, sostenere ed aiutare con supporti psicologici, formazione e incontri giovani dai 12 ai 17 anni che sono caduti nel tunnel della tossicodipendenza. A questi giovani verrà proposto un percorso formativo, compatibilmente con il loro percorso di recupero, per diventare meccanici (il progetto attiverà un garage che fungerà da “officina di studio” ma anche da negozio che potrà generare autonomia economica) e/o informatici e grafici (il progetto attiverà un internet point con la possibilità di curare la stampa di volantini, documenti etc che potrà generare autonomia economica). Nel percorso di cura saranno accompagnati almeno 300 minori mentre 100 di loro si vorrebbe potessero acquisire le competenze professionali necessarie grazie al lavoro dell’ONG locale, ONKIDI. In Madagascar a Maherivaratra ci sono 400 bambini che, stante la situazione economica del paese, vanno a scuola e consumano spesso lì il loro unico pasto. Non potendo contare più con certezza nemmeno su questo, il progetto intende intervenire con il rendere autosufficiente il Centro scolastico gestito dalla Congregazione delle Suore Discepole del Sacro Cuore con la possibilità di avere acqua, dei campi coltivati e un piccolo allevamento avicolo. Che possa quindi permettere un miglioramento della dieta dei bambini e anche, in caso di eccedenza nella produzione, attivare una vendita che permetta la sostenibilità. In Etiopia il CVM è presente in tre zone (Addis Abeba City, Hadya Zone e Wolayta Zone coinvolgendo 200 ragazze vittime di sfruttamento e tratta e informando 30000 studenti dai 6 ai 12 anni) che vivono un fenomeno di tratta interna ed esterna di minori che vengono avviate al lavoro domestico e che molto spesso sono maltrattate. Con le autorità nazionali e locali si intende intervenire con attività di formazione e sensibilizzazione creando capacità e competenze per affrontare il problema e per contribuire ad un cambiamento della cultura. Inoltre ci si prenderà carico di accompagnare le ragazze (si tratta soprattutto di bambine) in possibili re-inserimenti nelle famiglie di origine e supporto psicologico. CVM attiverà iniziative simili di contrasto al lavoro minorile in Tanzania nelle regioni di Pwani e Morogoro (raggiungendo 150 lavoratrici domestiche minori e promuovendo una conferenza nazionale sul tema). ESF in Madagascar nella provincia di Fianarantsoa lavorerà per migliorare il coordinamento degli attori di protezione, promuoverà formazione e capacity building per contrastare il lavoro minorile. GVS in Burundi attiverà formazione per incrementare la capacità di prevenire, saper cogliere ed affrontare il problema del lavoro minorile e fornendo possibilità di reinserimento scolastico o formazione professionale.
In allegato locandina e programma